Bibliopegia antropodermica

16.04.2020

"Compio il voto di una morta che vi ha stranamente amato. Ella mi fece giurare che vi avrei fatto avere, il giorno dopo della sua morte, la pelle di quelle sue splendide spalle che voi avete tanto ammirate la sera della vostra partenza, e il suo desiderio è che facciate rilegare con questa pelle il primo esemplare della prima opera che pubblicherete dopo la sua morte. Vi invio, quindi, questa reliquia..." In seguito, il maestro Camillo Flammarion affidò la pelle ad un abile conciatore e dopo tre mesi ne faceva rilegare un libro.

L'arte di rilegare i libri è stata da sempre una parte fondamentale nella storia del libro antico, fucina di opere straordinarie, e a volte complesse, che prevedeva l'uso di una notevole abilità. Le tecniche dei rilegatori hanno dato alla luce legature di grande pregio conferendo al libro stupende condizioni di bellezza estetica. Anche se potrebbe destare molta antipatia, si possono contare tra i diversi materiali usati per rilegare i libri anche la pelle umana, una pratica alquanto macabra che ha avuto la sua massima applicazione nel XVII secolo. Pare che si preferisse la pelle delle donne perché più morbida e capace di donare al tocco una depravata sensazione di piacere. Tra i testi che venivano rilegati in pelle umana vi erano, per esempio, le confessioni rilasciate in ambito penale da colpevoli di delitti, ma vi erano anche semplici persone che facevano tale richiesta per essere ricordati dai propri familiari. 

Alla Harvard Brown University è conservato un libro dal titolo Praticarum quaestionum circa leges regias" che riporta la seguente inscrizione: "La copertina di questo libro è tutto ciò che rimane del mio caro amico Jonas Wright, scorticato vivo dai Wavuma nel quarto giorno di agosto del 1632. Il re Mbesa mi ha donato il libro, una delle poche cose in possesso di Jonas, insieme a molta pelle così da poterli rilegare. Riposa in pace".

Un altro esempio è dato dal libro dello scrittore Arsène Houssaye, dal titolo Des destinees de l'amè pubblicato nel 1880, dopo essere stato analizzato si scoprì essere rilegato in pelle umana la quale apparterrebbe alla schiena di una donna malata di mente e morta di ictus. Houssaye avrebbe dato il libro al suo amico, il dottor Ludovic Bouland, il quale avrebbe poi lasciato un biglietto scrivendo: "Questo libro è rilegato in pergamena di pelle umana e sul quale nessuno ornamento è stato impresso n rispetto della sua eleganza. Guardando con attenzione è facile distinguere i pori della pelle. Un libro sull'anima umana meritava di avere una copertina umana: avevo tenuto conservato questo pezzo di pelle umana preso dal posteriore di una donna". 

Un ulteriore libro rilegato in pelle umana femminile è conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, si tratta del Traité d'Anatomie descriptive, physiologique et pittoresque à l'usage des artistes di Henri van Holsbeék, pubblicato a Bruxelles-Leipzig nel 1861, rilegato a Bruxelles da Gustave Rykers".  https://www.milanotoday.it/video/libro-pelle-umana.html