La voce della dissezione  

21.10.2018

ll libro del Seicento provoca un profondo mutamento, sollecita e genera forme nuove. Decorazione e illustrazione presentano aspetti del tutto originali rispetto al passato, la sobria concezione frontale del libro cinquecentesco lascia il posto alla meraviglia con immagini che si fanno vive, concrete. Il gusto del Barocco si mostra in tutta la sua forza.


Una delle opere che più rappresenta questo passaggio, quasi una sorta di spartiacque tra i secoli XVI e XVII, è il De vocis auditusque organis historia anatomica scritta da Giulio Casseri e stampato a Ferrara nel 1600-1601. L' opera è uno studio degli organi della voce e dell'udito non solo dal punto di vista dell'anatomia umana, ma anche dell'anatomia comparata e della fisiologia, arricchita da numerose tavole di eccellente e vivida fattura. Di notevole interesse sono le osservazioni chirurgiche, come quelle sulla broncheotomia, dal Casserio detta laringotomia.


Dell' opera, ciò che più si contraddistingue nello sfogo del macabro, è il frontespizio, dove gli scheletri umani e animali fanno da cornice al titolo e sono compiacemente guardati come persone vive. Il tutto sormontato da uno scheletro di un' aquila coronata dal quale si sviluppa un movimento vorticoso di scimmie, polli, iguane, tutti in sembianze scheletriche. Il mondo scheletrico e nasconto diventa visibile a tal punto da divenire vivo e vivace come quello reale.

Consigli di lettura: E. CUNSOLO, Giulio Casserio e la pubblicazione del De Vocis Auditusque organis tra Padova e Ferrara all'inizio del '600, pp. 385-405, articolo tratto da Theaters of Anatomy: Students, Teachers, and Traditions of Dissection in Renaissance Venice, London 2011.