De Morte 

19.01.2020

Il secolo XVII è stato un protagonista indiscusso nella pratica dell'esaltazione sensibile. Il lettore veniva letteralmente colpito attraverso una comunicazione efficace e rappresentativa il cui scopo era quello di meravigliare e stupire. Il pubblico era travolto da una serie di "apparati"  che venivano adoperati in tutta la loro potenza, tra questi l'immagine era quella più penetrante e convincente poiché riusciva a toccare in profondità lo stato d'animo del lettore. In questa atmosfera surreale si giocava l'anima di ogni uomo e di ogni donna, in una semplice bipolarità tra vita e morte i cui effetti erano tra i più alti e i più terribili. 

In questo pensiero dominante, e tra i molti autori del seicento, troviamo il gesuita Sucquet Antoine il quale scrisse un'opera dal titolo Piae considerationes ad declinandum à malo et faciendum bonum cum iconibus via vitae aeternae, stampata a  Viennae Austriae nel 1672. L'opera consta di 45 pagine al cui interno si presentano 32 illustrazioni. 

Come il frontespizio figurato preannuncia, siamo di fronte ad un'esaltazione massima del Barocco in tutte le sue sfaccettature. Le illustrazioni infatti ritraggono la vita nelle sue diversità sociali posta nel rapporto inevitabile con la morte, con la consapevolezza che ogni individuo dovrà rendere conto delle scelte fatte al di là della propria estrazione sociale. Gli scenari, del tutto quotidiani, rappresentano uomini e donne, nobili e poveri, anziani e bambini, soldati e preti, circondati da demoni spaventosi, dannati urlanti, torturati deformi, scheletri nascosti, fiamme altissime e animali bestiali. Ma anche penitenti, incappucciati, angeli, santi e beati. Insomma, un vero e proprio vortice di immagini che cattura ma allo stesso tempo ammonisce il lettore il quale non può far altro che assistere allo spettacolo che lo aspetta se non dimostrerà capacità di prevenzione verso il male.