Il teatro delle crudeltà

20.12.2020

Nel 1587, ad Anversa, l'autore Richard Verstegan pubblicò un libro che fece molto scalpore. L'opera, dal titolo "Theatrum crudelitatum haereticorum nostri temporis", era una puntuale testimonianza delle violenze perpetrate in tutta Europa dai protestanti ai danni dei cattolici. Dunque, il lavoro di Richard Verstagan si configurava nell'ampio e complesso panorama di propaganda religiosa, denunciando i disastri delle guerre incalzate da motivi religiosi, con particolare attenzione alle persecuzioni che si scatenarono all'indomani della riforma protestante. 

L'opera di Richard Verstegan si compone di una parte figurativa, illustrata probabilmente da incisioni di Jan Wierix, e una parte testuale, discorsiva e didascalica. Le incisioni nel testo raffigurano tremende e perverse atrocità, in cui compaiono preti impiccati, annegati, eviscerati, donne abusate, bambini trapassati da spade. Corpi fatti letteralmente a pezzi, altri fatti affumicare su lunghe funi. L'olio bollente era usato con frequenza e in molteplici modi orrendi. Terribile ed efferata la pratica che usava ferrare i piedi dei malcapitati con ferri, chiodi e martello. Molti venivano crocifissi nelle chiese e poi uccisi a colpi di archibugio. Altri ancora venivano aperti vivi con un ferro rovente, così che potessero vedere le bestie che mangiavano le loro interiora. L'ironia perversa vedeva l'uso delle teste mozzate usate come gioco delle bocce.