La prigione eterna

15.10.2020

"Alle vostre mani, o peccatore duro di cuore, che fate d'ogn'erba fascio, e a rompicollo correte verso l'Eterno precipizio, presento questo ritratto della Prigione Infernale". Così il padre gesuita Giambattista Manni preludia il lettore, o spettatore, alla lettura de La prigione eterna dell'inferno disegnata in immagini et espressa in esempi, opera stampata a Venezia da Bartolomeo Tramontino nell'anno, forse non casuale e molto significativo, 1666. 

Questo piccolo libro illustrato è tra le opere più rappresentative del seicento, esso rappresenta da un lato quell'immaginario stereotipato dei fedeli che caratterizzava il senso religioso, dall'altro quella nota abilità dei gesuiti nell'usare le più profonde e penetranti tecniche di comunicazione. Infatti, il gesuita perfetto doveva essere in grado di coltivare ed esaltare le sue potenzialità comunicative. 

L'opera si compone di 120 pagine e moltissime incisioni a piena pagina dalla potente realtà espressiva. Ogni incisione rappresenta uno specifico tormento che viene dettagliatamente descritto dall'autore attraverso la tecnica narrativa del viaggio. Tra i molti tormenti descritti, riportiamo qualche esempio. TORMENTO DELLE TENEBRE, tra grandi pianti e grandi risate i diavoli trascinano squarciando i corpi e le anime per poi precipitarle in un baratro, i demoni instancabili con forbici infuocate e tridenti catturano le prossime vittime, TORMENTO DELLA DISPERAZIONE, posto il dannato davanti a Lucifero ascolta le sue parole: "Benvenuto, diamogli un bacio, sia tu maledetto", poi buttato in un lago di fuoco viene issato e scorticato con le unghie, su comando di Lucifero è obbligato a bere un calice pieno di piombo fuso, TORMENTO DEI MORMORATORI, la lingua del mormoratore è tutta infuocata e lunga fino a terra, costretto a tagliarla con i propri denti ma subito questa ricresce, TORMENTO E PENA DELL'INFERNO, nell'inferno farà un freddo insopportabile, un fuoco inestinguibile, un verme immortale, un odore intollerabile, tenebre palpabili, percosse violentissime, visioni orrende, e disperazione eterna.  

L'autore Giovanni Battista Manni nasce a Modena il 28 febbraio 1606. Entra nella Compagnia di Gesù l'8 dicembre 1625, divenendo in seguito ottimo predicatore ed insegnante. Ricoprirà la carica di rettore dei collegi di Modena, Parma, Mantova, Bologna e Piacenza. Muore a Bologna il 23 settembre 1682.