La rabbia

25.01.2020

"Al principio del mese di Maggio giunsero a Parigi dei cani rabbiosi, che spaventarono il popolo, morsicarono molti. E' stato proibito per la città, sotto pena di 100 scudi, di lasciar uscire alcun cane dalle case, ed è stato ordinato che si dovesse uccidere subito quelli che si trovassero per le strade. [...]" Questo editto, come molti altri emanati in diverse città dell'Europa, spiega la necessità di controllare e prevenire un'infezione da rabbia la quale molte volte si concludeva con la morte.  

Una delle più importanti osservazioni sul tema è stata scritta dal professore e chirurgo Le Roux, membro dell'Accademia Reale delle Scienze di Dijone. Le sue riflessioni critiche sono state tradotte e stampate a Vicenza nel 1786 con il titolo Osservazioni sopra la rabbia[...]intorno agli specifici per questa malattia. Le prime parole del Le Roux non lasciano margine ad interpretazioni e definiscono chiaramente lo spessore della materia trattata: "Fra tutte le malattie che opprimono l'umanità, la Rabbia è certamente la più da temersi. Quando si riflette ai sintomi orribili che l'accompagnano e alla morte crudele che la termina, codesto Spettacolo è capace di far gelare di spavento l'anima più forte e più coraggiosa". 

L'autore, riportando diversi casi storici e clinici, sonda i metodi più o meno efficaci per guarire dal morso di un cane rabbioso. Il lievito della Rabbia, scrive Le Roux, risiede nella saliva dell'animale ammalato. Affinché possa produrre il suo effetto, è necessario che sia introdotto nel corpo per mezzo di una piaga. Questa nei primi giorni non è molto dolorosa ma dopo un mese circa la piaga inizia a gonfiarsi, cambia colore, e in qualche caso inizia a spaccarsi lasciando uscire alcune gocce di fluido acre. A partire da quel momento l'ammalato comincia ad essere tormentato da un senso di inquietudine e crudeltà. Perde il sonno e ogni forma di riposo, fugge da tutti i viventi cercando la solitudine, l'oscurità e il silenzio. I vasi sanguigni vengono ristretti e le secrezioni completamente disordinate, il sangue si addensa. I dolori diventano insopportabili trasferendosi fino alla gola dove l'ammalato viene preso da uno stringimento che minaccia di soffocarlo. A questo punto entra in gioco l'idrofobia ovvero la paralisi dei muscoli della deglutizione. Altri sintomi orribili fanno finire la scena in tre o quattro giorni. 

Cosa fare quindi? Le Roux ha una cura infallibile che porta ad una guarigione sicura ma quest esige estremo coraggio nell'ammalato e nell'operatore. Infatti, per prima cosa è necessario scarnificare profondamente la morsicatura per facilitare l'evacuazione del veleno, successivamente applicarvi una ventosa infiammata (oppure sanguisughe) per togliere più sangue possibile. Fatto ciò, non resta che utilizzare un ferro infuocato per cauterizzare la ferita.