MORTIS NUNTIUS

02.11.2018

L' ultima porta - La rappresentazione ideologica della morte ha sviluppato in passato diverse tipologie simboliche della stessa, una di queste è definita Morte personificata. Qui la morte viene spesso immaginata con specifiche virtù e qualità. Le varianti di tale raprresentazione generalmente prevedono: la morte bendata, la morte falciatrice, la morte cavalcante, la morte cacciatrice, la morte come giocatore, la morte becchino, la morte come cadavere e, infine, la morte emergente.


E' proprio in questo contesto che si identifica l' opera dal titolo AETERNITATIS PRODROMUS MORTIS NUNTIUS[...] stampata a Colonia nel 1645, del gesuita Geremia Dresselio, meglio noto come Drexelius Hieremias. Egli è stato uno dei più rappresentativi scrittori della prima metà del seicento e in tutte le sue opere si riconosce il suo stile inconfondibile. Uno dei suoi tratti più distintivi era quello di arricchire i suoi testi con raffigurazioni simboliche che accompagnavano il lettore al testo dandone nel contempo una sintesi significativa.


Il frontespizio di quest' opera è esmplare in tal senso poichè (pre)annuncia, senza dubbi alcuni, il significato nel quale incorreremo.    

Esso contiene tutti i simboli più indicativi della caducità, del perire, del fugace. Un orologio con la scritta UNA EX HIS, una bambina che gioca con le bolle di sapone, una clessidra che porta su di sè la parola AEGRIS, ammalati.       


Nelle oltre trecento pagine di testo si trovano tre incisioni a piena pagina che sortiscono l' effetto desiderato. La morte prende forma e si personifica in uno scheletro, vivo e dialogante, il cui ruolo è quello di instancabile ambasciatore verso i sanis, aegris et moribundis, cioè sani, ammalati e i moribondi. Tutti ne sono coinvolti, nessuno ne è escluso.


Consigli di lettura: ALFONSO M. DI NICOLA. La nera signora. Antropologia della morte e del lutto, editore Newton&Compton. ALESSIO TANFOGLIO. Quaderni di estetica e mimesi del bello, nell' arte macabra in Europa.