Asfissia e morte apparente

01.07.2019

Firenze, 1783 - "La morte apparente detta propriamente dai Medici Asfissia è senza dubbio una delle più terribili malattie. Gl' infelici che cadono in questo stato, il più delle volte periscono". Questo è l' avvertimento dell' autore nell'opera dal titolo METODO PRATICO DI PREVENIRE E CURARE LE MORTI APPARENTI, stampato a Firenze da Lorenzo Vanni. 


Si tratta di un piccolo compendio di 48 pagine in cui si riportano i metodi e le avvertenze necessarie a soccorrere gli Asfissi, ovvero coloro che sono colpiti da morte apparente. Il tema  viene articolato in nove capitoli nei quali vengono esaminate le cause scatenanti il fenomeno e i luoghi più a rischio dove poter incorrere nell'Asfissia. Di particolare interesse l' Asfissia prodotta dalla Mofeta (= vapore maligno e mortifero) delle casse mortuarie, dei sepolcri, delle catacombe e dei cimiteri, perché composta di un vapore di sostanze animali putrefatte. L' autore riporta che " Un becchino scavando una fossa nel cimitero di Montmorencì, colpì con la zappa un cadavere ivi sotterrato un anno avanti, e cadde morto per la mofeta, che si sollevò. Si sà dal Sig. de Haller, che il dissotterramento di un solo cadavere sepolto dodici anni avanti, infettò una Chiesa a segno di incomodare molte persone". Motivi questi per cui vari sovrani d'Europa proibirono la sepoltura all'interno delle chiese e delle città.


L' opera costituisce un modello di prevenzione e cura definendo le precauzioni necessarie per coloro che vogliono soccorrere gli Asfissi. L' autore quindi ne raccomanda la lettura ai parroci, ai medici, e soprattutto ai direttori di aziende pubbliche e private. Nell'era industriale era sovente incorrere in asfissia prodotta dai vapori del carbone e dei combustibili. I nuovi metodi produttivi esponevano il lavoratore a forti rischi chiamando quindi una maggiore prevenzione sul lavoro.