L' ultimo specchio

20.10.2018

Anche la morte ha il suo stile e la sua grammatica. La necessità di prepararsi alla morte era un tema di grande rilevanza che ebbe larghissima diffusione a cominciare dal XV secolo. I motivi scatenanti tale successo furono molteplici, tra cui l' orrore della peste nera che sconquassò l' umanità fin nelle sue radici. La paura della morte unita all' orrore della sua manifestazione affermarono la necessità di un' assistenza che guidasse il fedele verso una buona morte. Protocolli, rituali, consolazioni, tutte pratiche che definiscono lo spazio in cui era nata l' Ars Moriendi.


Ed è proprio in questo spazio tematico dell' Ars Moriendi che si inserisce l' opera dal titolo Miroir de la Bonne Mort, ovvero lo Specchio della buona morte. L' autore, Davide De la Vigne, dell' ordine dei frati minori, aveva fatto stampare l' opera a Parigi nel 1646, dopo aver assistito sul letto di morte il vescovo Filippo di Cospeans.


L' opera è composta da 39 incisioni di grande raffiinatezza artistica attribuite a Romeyn de Hooge, importante e prolifico incisore olandese. La prima immagine questo ciclio figurativo esprime con potenza il tema trattato e il messaggio contenuto. La caducità della vita è qui descritta maestralmente attraverso un simbolismo pieno e assoluto con un richiamo costante al tema della morte. Lo scheletro chiude la porta del sepolcro sulla quale sono riportate le parole STATUM EST OMNIBUS HOMINIBUS SEMEL MORI, espressione latina di matrice biblica che significa "Fu stabilito agli uomini di morire una sola volta".

Tutte le successive immagini costituiscono il corpus teatrale in cui si rappresenta il vescovo che attende la morte nel suo letto con un crescendo di pathos figurativo di grande suggestione. Il protagonista affronta i suoi ultimi istanti di vita riflettendo sulle proprie azioni passate, assistito e circondato da persone a lui care ma anche da visioni reali fatte di nubi di zolfo, creature demoniache e angeli ammonitori. 

Consigli di lettura: ARIES P. Storia della morte in Occidente, editore BUR.